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Tutori per vigneto - tipologie e prezzi

tutori per vigneto

La presenza dei tutori per ogni pianta assicura la perfetta verticalità del ceppo e contribuisce alla solidità e stabilità del filare. Per non intralciare la meccanizzazione delle diverse operazioni colturali nel vigneto, vendemmia compresa, occorre scegliere materiali robusti e duraturi e curare con attenzione il fissaggio dei tutori ai fili.

LA NOSTRA GAMMA DI TUTORI PER VITI

A COSA SERVONO I TUTORI PER VIGNETI
La struttura portante di un vigneto è generalmente costituita da pali di testata o capisaldi e da pali di mezzeria, posti a distanza di alcuni metri l’uno dall’altro, che sorreggono i fili. Se i ceppi si sostengono da soli legati al filo più basso non è assicurata la verticalità degli stessi, ottenibile invece con un apposito tutore.

TIPOLOGIE DI TUTORI PER VIGNETO
Tondini di ferro
Il tondino di ferro semiduro, dello stesso tipo impiegato in edilizia, può costituire un sostegno robusto ed economico. Tra gli inconvenienti vi è la formazione della ruggine, che può trasmettersi ai fili danneggiandoli. Il problema può essere eliminato con la zincatura a caldo dei tondini già tagliati di misura, ma i costi quasi raddoppiano. Il tondino in ferro pre-zincato sono un'ottima via di mezzo
Tubi in acciaio inox
In quest’ultimo decennio il grande sviluppo degli impieghi dell’acciaio inossidabile ha reso disponibile, come tutori per le viti, i tubi di questo materiale, scartato per altre lavorazioni. La convenienza economica è legata al peso di questi sostegni che, per le normali controspalliere e per altezze non elevate, non dovrebbe superare i 200 g/m lineare (diametro di 8 mm). I tubi possono essere di acciai diversi; il migliore è l’AISI 304, molto resistente nel tempo e quindi senza problemi con fili di qualsiasi tipo, ma possono venire impiegati anche acciai ferritici della serie 300. In quest’ultimo caso, tenuto conto anche del minor costo del materiale, è preferibile ricorrere a diametri e spessori maggiori di quelli prima elencati.
Profili in acciaio
I profilati di acciaio carbonioso e inox vengono prodotti appositamente per questo scopo, utilizzando però lamiere troppo strette per altri impieghi e quindi di recupero. In questo modo si ottengono sostegni leggeri e duraturi, con costi contenuti.
Canna comune
La canna comune (Arundo donax), detta anche gentile o domestica, era già nota e largamente impiegata come sostegno della vite nell’antichità. Per quanto riguarda la coltivazione, presenta il vantaggio di una estrema rusticità, buona adattabilità a terreni diversi, attitudine a occupare zone marginali e impervie, limitate esigenze idriche e nutrizionali. L’allestimento di un canneto è alla portata di tutti perché questa pianta si propaga con facilità tramite rizomi. L’appuntitura deve essere fatta il più possibile vicino al punto di affioramento, dove gli internodi più corti aumentano la resistenza meccanica e la durata del sostegno.
Canna di bambù
La canna di bambù viene prodotta in abbondanza in diversi Paesi orientali dai quali si importa già preparata in fasci. Il lavoro per ottenere il prodotto finito è lungo e
laborioso e viene fatto da piccole imprese familiari, che poi conferiscono le canne preparate a commercianti ed esportatori. Il bambù presenta la maggior parte del culmo
pieno, per cui è caratterizzato da una elevata resistenza ed elasticità, con una durata, variabile in funzione del materiale, da 4-5 fino a 7-10 anni. Il costo di questo materiale esotico non è elevato e questo può renderne conveniente l’impiego quando si ricerca una funzionalità del tutore solo nei primi anni dall’impianto
Piccoli tronchi
Si utilizzano piccoli tronchi di
specie che sopportano il taglio a ceppaia (robinia, castagno) oppure altri cresciuti in ambienti magri e poveri. Nell’ambito del legno trattato trovano impiego il paletto di pino, soluzione molto valida ma piuttosto costosa, e il paletto di eucalipto che, limitatamente ai piccoli diametri, consente la penetrazione in profondità dell’impregnante, assicurando una buona durata.
Paletti in legno
Per segagione di grossi tronchi di essenze naturalmente resistenti, quali la robinia e l’azobé, si ottengono paletti di legno segato. La durata sarà elevata (10-15 anni) con tronchi cresciuti lentamente in ambiente asciutto, utilizzando esclusivamente il durame. I paletti di legno vengono normalmente tagliati a sezione quadrata o appena rettangolare, con dimensioni calcolate in funzione delle sollecitazioni previste, fino a un minimo di 15´15 mm. Il taglio viene eseguito prima in un senso, per ottenere assi dello spessore desiderato, che sono poi avviate a una macchina automatica multidischi in grado di tagliare contemporaneamente diversi paletti. I costi generalmente contenuti ne hanno favorito un impiego abbastanza diffuso, in particolare per l’azobé e la robinia. I risultati migliori si ottengono provvedendo in azienda a un’accurata stagionatura in ambiente ventilato e ombreggiato, con i paletti legati in fasci per evitare deformazioni e rotture. La robinia e l’azobé sono legnami molto duri ma fragili, soprattutto in corrispondenza dei nodi
Tutori in plastica
Le canne di materiale plastico (PVC), proposte trentacinque anni fa, hanno avuto una diffusione notevole in molte zone viticole e risultano tuttora utilizzate con lunghezze fino
al primo o secondo filo di sostegno o, meno frequentemente, fino all’ultimo filo. Per la costruzione si impiega PVC di prima qualità stabilizzato ai raggi ultravioletti, sicuramente resistente alle intemperie.
Tutori in poliestere rinforzato
I tutori possono essere di poliestere rinforzato con fibra di vetro (PRFV). Questo materiale composito, nel caso specifico meglio precisato come FR (Fiber Rinforced), del quale sono note migliaia di applicazioni in tutti i settori, è caratterizzato da un’ottima resistenza meccanica e alla corrosione, pesi contenuti e notevole durata. In passato la
diffusione è stata limitata essenzialmente per i costi elevati, oggi ridimensionati grazie a procedimenti industriali innovativi e tecnologicamente avanzati.

COSTO E PREZZI DEI TUTORI PER VIGNETO
Le quotazioni che indichiamo di seguito si riferiscono ad un prezzo al metro lineare dei tutori, considerando piccoli e medi quantitativi.
Indubbiamente il titolo di “materiale più economico” se lo aggiudica la canna comune, seguita dalla canna di bambù (0,15-0,30 €/ml).
Il costo del tondino di ferro Ø 8 mm varia dai 0,28-0,32 €/ml del grezzo, ai 0,34-0,39 €/ml del tondino pre-zincato, per arrivare anche oltre i 0,50 €/ml del tondino zincato a caldo.
I paletti in legno e le canne in PVC si trovano in commercio a circa 0,30-0,60 €/ml; con una spesa simile o poco più si possono acquistare i profili in ferro zincato e con una piccola aggiunta di denaro quelli in acciaio inox.
PRFV e tubi Ø 8 mm in acciaio inox AISI 304 si aggirano intorno ai 0,55-0,70 €/ml, mentre per i tubi in acciaio inox Ø 20 mm della serie 300 occorre spendere minimo 1,20 €/ml.
Il legno di pino ed eucalipto trattati di sezione 25-30-35 mm costano circa 0,90-1,00 €/ml.
Al costo dei tutori si deve aggiungere il costo per la legatura e la posa, che varia di molto, poiché ad esempio la posa può anche essere effettuata con il fai da te.
Per concludere possiamo stimare che per ogni ettaro di terreno, i tutori rappresentano circa 1/10 dell’intero costo del vigneto.