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Arco - definizione

arco

Dal latino arcus, l'arco è il grande tema dell'architettura in muratura portante degli ultimi tremila anni; sebbene oggi, grazie ai nuovi materiali come l'acciaio e all'evoluzione delle tecniche costruttive, non sia più una soluzione inevitabile, viene ancora adottato per dare espressività al muro e rapportarlo alla misura umana.

L'arco è una struttura architettonica impiegata per scavalcare uno spazio e si compone di elementi disposti su una superficie curva, detti conci, che si reggono per reciproco contrasto; in pietra o laterizio, di forma trapezoidale o rettangolare, uniti o meno mediante leganti, i conci si appoggiano su due piedritti e lavorano per compressione perché orientati verso il centro di curvatura esercitando spinte laterali.
Vincolato in due punti in corrispondenza dei piani d'imposta, l'arco consente il superamento di ampi spazi con un'agilità sconosciuta all'architrave, creando effetti architettonici di particolare grandiosità. Insieme ed in contrapposizione alla trave, è una delle figure statiche più importanti per la molteplicità delle sue applicazioni.
La sua stabilità dipende direttamente dalla curva delle pressioni, ossia il luogo di applicazione delle risultante degli sforzi su ogni sezione trasversale dell'arco e dei piedritti. Nella sua forma bidimensionale viene impiegato per realizzare le aperture nei muri; tuttavia esso è posto anche alla base delle strutture tridimensionali delle volte e delle cupole ottenute geometricamente dalla sua traslazione o dalla sua rotazione.

L'impiego dell'arco è vastissimo e varia dal semplice scavalcamento di porte e finestre sino ad importanti soluzioni urbanistiche ed infrastrutturali, come nell'architettura dei ponti e degli acquedotti, senza escludere la decorazione parietale tipicamente medievale di archetti, arcatelle e archi ciechi.
Per la sua costruzione è necessario l'uso di un'armatura provvisoria (centina), in genere costituita da elementi di legno o di acciaio, connessi tra loro con la funzione di dare forma e sostegno alla struttura.

L'arco è presente sin dall'antichità senza che ne fosse tuttavia sfruttata pienamente la funzione, eccetto che nel mondo mesopotamico ed indiano. Se l'architettura greca rimane perlopiù fedele ai sistemi rettilinei, un'impiego sistematico ed originale si ha nell'architettura romana, esplicitato in realizzazioni tecnicamente nuove e ardite, di grande valore monumentale.
Nel Medioevo vengono introdotte forme inedite diffuse dalla cultura araba che raggiungono l'apice delle soluzioni ogivali dell'architettura gotica.
Ampiamente adottato in tutto il mondo occidentale sino all'Ottocento, nell'architettura contemporanea, data la disponibilità di nuovi materiali e tecniche costruttive, l'arco ha perso la sua funzione strutturale per assumere connotazioni puramente estetiche.